
Un giardino informale, pieno di fiori, graminacee, aromatiche e piante utili. Il cottage garden è possibile anche in Italia? E se abbiamo soltanto un piccolo giardino, un terrazzo o qualche vaso?
Dopo settimane di caldo asfissiante, finalmente è arrivata la pioggia, è scesa senza vento, lentamente, e per qualche ora il giardino è sembrato tirare un sospiro di sollievo. Ed è stato proprio guardando le piante sotto la pioggia che mi è tornata in mente una domanda che mi fanno spesso:
si può creare un cottage garden in Italia? E magari anche in poco spazio? La risposta è sì.
Anzi, secondo noi il cottage garden è uno degli stili di giardino più interessanti da reinterpretare nel nostro Paese, proprio perché non è fatto di regole rigide.
Ma partiamo dall’inizio.
Che cos’è un cottage garden?
Se avete presente l’immagine di una casetta inglese circondata da fiori, erbacee, rose, aromatiche e piante che sembrano crescere una dentro l’altra, probabilmente avete già presente un cottage garden. Il termine nasce dalla tradizione dei piccoli giardini rurali inglesi, legati alle abitazioni e originariamente destinati anche a coltivare ortaggi, erbe aromatiche, piante utili e piccoli frutti, oltre naturalmente ai fiori.
Nel corso del tempo quella necessità pratica è diventata anche un’estetica, ed è così che oggi parliamo di cottage garden per indicare un giardino dall’aspetto abbondante, informale e apparentemente spontaneo, nel quale piante ornamentali e utili possono convivere e mescolarsi.
La parola importante, però, è apparentemente, perché un bel cottage garden non è necessariamente un giardino nel quale abbiamo buttato dentro tutto quello che ci piace. Dietro quell’effetto un po’ selvaggio c’è un minimo di progettazione, e soprattutto c’è una cosa che vale per qualsiasi giardino: la pianta giusta al posto giusto.
Il cottage garden in Italia non deve essere un giardino inglese
Questa è forse la cosa più importante da capire. Se abitate in Italia non dovete cercare di ricostruire esattamente un giardino inglese, non avrebbe nemmeno molto senso. Il clima, il terreno, la quantità di pioggia, le temperature estive e invernali sono diversi, come sono diversi anche all’interno dell’Italia stessa. Un giardino in montagna non è un giardino della Sicilia, per essere chiari. Un terreno fresco e profondo della pianura non è un terreno povero e drenante vicino al mare, e un terrazzo esposto a sud in piena estate è un ambiente completamente diverso da un’aiuola in mezz’ombra.
Per questo non esiste una lista universale di “piante da cottage garden”, ma esistono invece piante adatte al vostro giardino che possono essere composte secondo lo stile del cottage garden.
Una pianta che ama il fresco e l’umidità non diventa improvvisamente una pianta da giardino mediterraneo perché ci piace tantissimo, e una pianta che ama il sole e un terreno drenante probabilmente non sarà felice in un’aiuola pesante e sempre bagnata.
Il cottage garden italiano, quindi, non è una copia, ma un adattamento, o una interpretazione.
Serve tanto spazio per creare un cottage garden?
No, ed è forse una delle cose migliori di questo stile. I cottage garden storici non erano necessariamente grandi giardini ornamentali. Erano spazi spesso piccoli e molto sfruttati, dove le piante dovevano fare più di una cosa: nutrire, profumare, curare, attirare insetti, produrre semi o semplicemente essere belle.
Anche oggi non serve un grande terreno, può bastare una piccola aiuola, una fascia lungo un muro, un piccolo cortile, un terrazzo,…
Non serve nemmeno che tutto sia perfettamente coordinato, uno dei motivi per cui il cottage garden è così piacevole è proprio la possibilità di accostare forme diverse e lasciare che le piante facciano il loro lavoro.
Come scegliere le piante per un cottage garden italiano
Qui arriviamo alla parte meno romantica e più importante, prima di scegliere le piante, guardate il vostro spazio. Quanto sole prende? Il terreno rimane umido oppure asciuga velocemente? È argilloso? Sabbioso? È ricco di sostanza organica? Ci sono zone molto calde vicino ai muri? Ci sono alberi che fanno ombra? L’acqua ristagna dopo la pioggia?
Sono tutte informazioni molto utili per scegliere le piante giuste, perché se avete un giardino asciutto e assolato, occorrescegliere piante che amano proprio quelle condizioni, se invece avete un terreno fresco e fertile, potrete orientarvi verso specie che apprezzano una maggiore disponibilità d’acqua. Se avete soltanto un terrazzo, dovrete considerare anche il fatto che un vaso si scalda e si asciuga molto più rapidamente del terreno.
Una volta individuate le piante adatte, arriva la parte divertente, comporle.
Mescolare forme e altezze
Un cottage garden funziona quando non abbiamo davanti una fila di piante tutte uguali, ma una piccola comunità vegetale nella quale ogni elemento ha qualcosa da aggiungere.
Una pianta verticale, una più bassa e compatta, una graminacea che si muove con il vento, una pianta con foglie grandi, una con foglie sottili, una fioritura vistosa, un fiore piccolo che si infila tra gli altri, una pianta che continua a essere interessante anche quando ha finito di fiorire.
E poi ci sono le piante che si comportano quasi da “collante” della composizione, specie che riempiono gli spazi e rendono meno evidente il confine fra una e l’altra. È così che si crea quell’effetto abbondante e un po’ selvaggio che associamo al cottage garden.
Se pensiamo a un giardino fiorito immaginiamo immediatamente una successione di fioriture, ma un giardino bello non deve essere interessante soltanto quando è tutto in fiore.
Pensate alle bulbose di fine inverno, alle prime erbacee perenni, alle fioriture estive, alle graminacee che acquistano bellezza man mano che avanzano verso l’autunno, alle infiorescenze secche, ai semi, al fogliame, a una pianta aromatica che continua a essere bella anche quando non sta fiorendo…
Il giardino non è una fotografia scattata nel giorno di massima fioritura, ma qualcosa che cambia per dodici mesi, e progettare pensando alle stagioni rende il cottage garden molto più interessante.
E se ho soltanto dei vasi?
Più il contenitore è grande, più possibilità abbiamo di creare una composizione stabile, una balconetta minuscola può essere bellissima, ma richiede più attenzione all’acqua perché il substrato ha pochissimo volume e in estate può asciugarsi rapidamente. Se avete spazio, quindi, preferite pochi contenitori grandi piuttosto che una quantità enorme di vasetti piccoli.
Terracotta, legno, metallo, vecchi contenitori recuperat, non esiste un unico materiale obbligatorio, l’importante è che il contenitore sia adatto alle piante che volete coltivare e abbia un buon drenaggio.
E qui arriviamo a un’altra cosa sulla quale vale la pena spendere qualche parola. Non risparmiate sul substrato, il terriccio non è semplicemente qualcosa che serve a riempire il vaso, è l’ambiente nel quale vivranno le radici. Un substrato troppo compatto o che trattiene acqua in maniera eccessiva può creare problemi alle radici, uno che asciuga troppo velocemente può costringervi a irrigare continuamente.
Quindi non sceglierei il terriccio semplicemente perché è quello che costa meno.
La domanda da porsi è sempre: è adatto alle piante che voglio coltivare e alle condizioni in cui le coltiverò? È una piccola differenza di mentalità, ma cambia moltissimo il risultato.
Giocare con i colori, non obbedire a una palette
Il cottage garden deve essere rosa, bianco, lilla e azzurro? Assolutamente no. Può esserlo, se sono i colori che vi fanno stare bene, ma può anche essere giallo, arancione, rosso, pieno di contrasti oppure quasi monocromatico. Non state arredando una stanza per una rivista, il giardino è vostro.
Potete anche mescolare piante ornamentali e commestibili, un pomodoro antico può essere bellissimo accanto a una perenne, e un ciuffo di erba cipollina può stare perfettamente dentro una bordura.
Le aromatiche possono essere parte della composizione, non semplicemente un angolo separato dell’orto, e se avete un piccolo spazio, perché non sfruttarlo anche per qualcosa che poi finisce nel piatto?Il cottage garden storico, del resto, nasce anche da questa mescolanza fra bellezza e utilità.
Non avere paura di sbagliare
Ricordiamoci che fare giardinaggio non significa arredare una stanza, ma avere a che fare con esseri viventi che cambiano, si ammalano, muoiono, si autodisseminano. A volte una pianta che pensavate sarebbe stata perfetta per voi non lo è affatto, e a volte quella che avevate comprato quasi per caso diventa la vostra preferita.
Chi non fa non sbaglia, e gli errori in giardino, quando impariamo a leggerli, sono informazioni. In questo consiste il famigerato pollice verde, nello stare in osservazione e ascolto, nel fare esperienza e tentativi più o meno riusciti, sempre con il desiderio di comprendere.
Chi non vuole sperimentare può naturalmente affidarsi a un progettista o a un professionista del giardinaggio. È un’ottima scelta quando lo spazio è complesso o quando si vuole partire con un progetto strutturato. Se invece volete imparare, mettere le mani nella terra e costruire lentamente qualcosa che sia vostro, non abbiate paura degli errori.
Conclusione
Alla fine, quindi, la risposta alla domanda iniziale è sì, si può creare un cottage garden in Italia.
Si può fare al Nord, al Centro e al Sud, scegliendo però piante compatibili con il proprio clima e con le caratteristiche del proprio spazio.
Si può fare in un grande giardino, in una piccola aiuola, in un cortile, su un terrazzo…ma non cercate di copiare un giardino inglese, fate qualcosa di vostro. Il cottage garden più bello non è quello che assomiglia meglio a una fotografia trovata su Instagram, ma quello che sembra essere sempre stato lì, nel quale le piante stanno bene perché sono state scelte per quel luogo, che cambia con le stagioni, che attira insetti, uccelli e vita. Quello nel quale, passando davanti a una bordura, ogni tanto vi fermate perché avete scoperto una fioritura che il giorno prima non avevate ancora notato.
Avrete semplicemente creato il vostro giardino.
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