
Non serve avere un grande giardino per creare uno spazio accogliente per api, bombi, farfalle e altri insetti impollinatori. Anche una piccola aiuola, una bordura lungo un vialetto o qualche metro quadrato di terreno possono diventare una preziosa fonte di nettare, polline, riparo e luoghi di sosta. Creare un’aiuola per gli impollinatori, però, non significa semplicemente piantare molti fiori colorati. Un giardino davvero ricco di vita nasce dall’insieme di piante con esigenze compatibili, fioriture distribuite nel corso dell’anno, vegetazione lasciata a disposizione della fauna e una gestione del terreno e dell’acqua rispettosa dei ritmi naturali. Ecco come progettare una piccola aiuola per gli impollinatori, anche in un giardino domestico.
Perché basta poco spazio
Quando pensiamo alla biodiversità immaginiamo spesso grandi prati fioriti, boschi, siepi e aree naturali, Ma anche un piccolo giardino può avere un ruolo. Il paesaggio è formato da tanti ambienti diversi e, soprattutto nelle zone molto urbanizzate e coltivate intensivamente, ogni spazio può contribuire a creare una continuità tra un ambiente e l’altro. Un’aiuola di pochi metri quadrati può offrire nettare e polline agli insetti, ma anche vegetazione nella quale nascondersi, sostare o trascorrere una parte del proprio ciclo vitale. Non dobbiamo quindi pensare che un piccolo spazio sia inutile perché non può diventare un prato naturale.
Non serve riprodurre un intero ecosistema.
Possiamo semplicemente creare un piccolo ambiente più diversificato rispetto a un prato rasato o a una bordura composta da una sola specie. E se vicino alla nostra aiuola ci sono una siepe, un albero, un prato, un orto o altri giardini, questi ambienti possono diventare parte di una rete più ampia. La biodiversità non dipende soltanto dalla dimensione dello spazio, ma anche dalla qualità e dalla varietà degli ambienti che riusciamo a creare.
I fiori sono importanti, ma non tutti allo stesso modo
Quando pensiamo a un giardino per api e farfalle, la prima cosa che ci viene in mente sono i fiori, ed è naturale, nettare e polline sono risorse fondamentali per moltissimi insetti, ma non tutti i fiori hanno lo stesso valore. Le piante con fiori semplici e facilmente accessibili sono spesso più utili delle varietà con fiori doppi, nei quali gli organi riproduttivi possono essere difficili da raggiungere. È quindi preferibile non scegliere le piante soltanto in base al colore. Una buona aiuola può contenere fiori di forme diverse: infiorescenze piatte, piccoli fiori raccolti in capolini, fiori tubolari e corolle più profonde. Questo permette di creare una maggiore varietà di risorse per insetti con caratteristiche differenti.
Anche il periodo di fioritura è fondamentale.
Un’aiuola tutta in fiore per tre settimane e poi completamente priva di fioriture per il resto della stagione sarà meno interessante di una composizione capace di offrire risorse distribuite nel tempo. Possiamo quindi cercare di avere fioriture tardo invernali, qualche fioritura primaverile, diverse specie estive e almeno alcune piante che continuino a fiorire tra la fine dell’estate e l’autunno. Sono proprio questi periodi, quando molte altre piante hanno già terminato la fioritura, a rendere preziose le specie tardive.
Perché inserire le graminacee
Un’aiuola per gli impollinatori non dovrebbe essere composta soltanto da piante da fiore. Le graminacee ornamentali hanno un ruolo importante nella struttura del giardino. Non sono generalmente una fonte di nettare paragonabile alle piante mellifere, ma contribuiscono a creare una vegetazione più complessa. I loro cespi, le foglie e la vegetazione alla base possono offrire riparo a piccoli animali e insetti. Inoltre, le graminacee mantengono una presenza interessante anche quando le erbacee perenni hanno terminato la fioritura. Le loro spighe rimangono spesso decorative durante l’autunno e l’inverno, muovendosi con il vento e catturando la luce anche quando il giardino sembra apparentemente fermo. Sono quindi perfette per un giardino naturale nel quale la struttura delle piante è importante quanto la fioritura. Possiamo abbinarle a perenni da fiore, alternando cespi leggeri e verticali a piante più compatte o espanse. L’obiettivo non è riempire l’aiuola di specie diverse, ma creare una comunità vegetale equilibrata.
Pensare alle quattro stagioni
Un giardino per gli impollinatori deve essere vivo durante tutto l’anno. A ine inverno e a primavera arriveranno le prime fioriture. Durante l’estate l’attività degli insetti aumenterà e l’aiuola sarà probabilmente piena di movimento. In autunno saranno particolarmente preziose le fioriture tardive, e poi arriverà l’inverno. È proprio qui che possiamo fare una delle scelte più importanti per la biodiversità: non tagliare tutto. Fusti secchi, infiorescenze, foglie e cespi delle graminacee possono offrire riparo alla piccola fauna e mantenere una struttura vegetale anche nei mesi più freddi. Un’aiuola pensata per quattro stagioni non deve quindi essere perfettamente ordinata, anzi, una certa quantità di disordine è parte del progetto. Lasciare in piedi la vegetazione fino alla fine dell’inverno significa accettare un’estetica diversa da quella del giardino tradizionale, ma significa anche lasciare spazio ai processi naturali. L’idea del giardino ordinato da rivista patinata mal si concilia con il lasciare spazio a tutta quella vita che richiede, invece, un po’ di caos!
Scegliere il posto giusto
Prima di piantare osserviamo l’area nella quale vogliamo realizzare l’aiuola. Quante ore di sole riceve durante l’estate? Il terreno rimane umido dopo la pioggia oppure si asciuga velocemente? C’è ristagno? È esposto al vento? Ci sono alberi o edifici che producono ombra? Sono informazioni molto più importanti del colore dei fiori che abbiamo in mente.
Molte piante interessanti per un’aiuola dedicata agli impollinatori amano il pieno sole, ma esistono anche specie adatte alla mezz’ombra. La cosa importante è scegliere piante compatibili con il luogo, invece di cercare di modificare continuamente il luogo per adattarlo alle piante.
Anche le dimensioni devono essere considerate, una pianta alta un metro e mezzo non dovrebbe essere collocata davanti a una perenne di venti centimetri se l’aiuola viene osservata da un solo lato. Allo stesso modo, in un piccolo spazio è meglio evitare di inserire troppe specie con esigenze completamente diverse.
Preparare il terreno
Una volta scelto lo spazio, osserviamo il terreno. È argilloso? Sabbioso? Ricco di sostanza organica? Compatto? Drenante? Non esiste un terreno ideale per tutte le piante, per questo, quando possibile, è meglio scegliere le specie in funzione del terreno esistente invece di cercare di trasformarlo completamente.
Se il suolo è molto compattato, possiamo lavorarlo superficialmente e rimuovere le infestanti perenni più aggressive. Se invece è soggetto a ristagno, bisogna prima capire perché l’acqua rimane ferma e scegliere piante compatibili oppure intervenire sulla struttura del terreno quando necessario.
Non è invece indispensabile concimare abbondantemente. Molte erbacee perenni adatte a un giardino naturale crescono bene in terreni moderatamente fertili e, in alcuni casi, un eccesso di nutrienti può favorire una crescita vegetativa molto vigorosa a discapito della fioritura. L’obiettivo è creare un terreno adatto alle piante che abbiamo scelto.
Come scegliere le piante per un’aiuola per gli impollinatori
Una volta analizzato il luogo, possiamo scegliere le piante. Un buon mix dovrebbe comprendere:
– specie con fioriture in periodi differenti;
– piante di altezze diverse;
– fiori di forme diverse;
– almeno una o due specie a fioritura tardiva;
– graminacee o altre piante strutturali;
– specie compatibili con il terreno e l’esposizione.
È spesso più naturale piantare piccoli gruppi della stessa specie piuttosto che un singolo esemplare di venti piante diverse.
Ripetere alcune specie nell’aiuola crea inoltre maggiore armonia visiva.
Alcuni esempi
Ecco alcuni esempi di piante per una piccola aiuola in pieno sole.
Achillea millefolium può costituire una delle piante principali, forma infiorescenze composte e si adatta bene a condizioni soleggiate e relativamente asciutte.
Salvia sclarea porta altezza e verticalità, con una presenza importante durante la fioritura tardo primaverile
Echinops ritro aggiunge una struttura molto particolare con le sue infiorescenze globose ed è una bella scelta per un giardino naturale.
Echinacea purpurea prolunga la fioritura estiva e mantiene interessanti i suoi capolini anche quando la fioritura è terminata.
Per il margine dell’aiuola possiamo utilizzare Erigeron karvinskianus, più basso e capace di fiorire a lungo.
Infine, possiamo inserire una graminacea adatta alle condizioni del luogo, per creare struttura e movimento.
Per la parte autunnale, possiamo aggiungere Aster e Sedum, così da prolungare la stagione delle fioriture quando molte altre perenni hanno ormai terminato.
Le quantità vanno naturalmente adattate allo spazio disponibile e alle dimensioni adulte delle singole specie.
Prima dell’acquisto è sempre importante verificare la scheda della pianta: esposizione, terreno, altezza, periodo di fioritura e fabbisogno idrico possono cambiare molto da una specie all’altra.
Irrigazione: soprattutto durante l’attecchimento
Una delle idee più importanti quando si crea un’aiuola naturale è questa: risparmiare acqua comincia dalla scelta delle piante. Dopo la messa a dimora, però, anche una perenne resistente alla siccità ha bisogno di acqua per sviluppare un buon apparato radicale e diventare autonoma o quasi. Durante i primi mesi controlliamo quindi il terreno e irrigiamo quando necessario, soprattutto in caso di temperature elevate e assenza di pioggia. Una volta ben radicate, molte specie adatte al sole e ai terreni drenanti possono diventare molto più autonome. Quando irrighiamo, è generalmente preferibile bagnare bene il terreno e lasciare poi che asciughi parzialmente, invece di distribuire piccole quantità d’acqua ogni giorno.
Le esigenze cambiano naturalmente in base al terreno, alla stagione e alle singole specie. Piantare in autunno e inverno consente alle piante di concentrarsi prima sullo sviluppo delle radici, e arrivare più irrobustite alla stagione calda
Manutenzione invernale: non fare troppo
Il modo più semplice per rendere un giardino più accogliente per la fauna è spesso anche quello che richiede meno lavoro. In autunno possiamo essere tentati di tagliare tutto, raccogliere tutte le foglie e lasciare il terreno perfettamente pulito. In un giardino naturale, invece, possiamo lasciare una parte della vegetazione fino alla fine dell’inverno. Fusti, semi, infiorescenze e foglie secche possono offrire rifugio e protezione a diversi piccoli organismi. Non significa abbandonare l’aiuola, possiamo rimuovere le parti malate, contenere eventuali piante troppo espansive e intervenire dove necessario.
Alla fine dell’inverno, quando la nuova vegetazione comincerà a comparire, sarà il momento di rimuovere gradualmente ciò che è rimasto secco e lasciare spazio alla nuova stagione.
Un piccolo spazio può diventare un piccolo ecosistema
Creare un’aiuola per gli impollinatori non significa costruire un giardino perfetto, sempre ordinato e sempre in fiore. Significa scegliere piante adatte, distribuire le fioriture nel corso dell’anno, inserire vegetazione strutturale, usare l’acqua con criterio e lasciare una parte del giardino a disposizione della piccola fauna. Anche pochi metri quadrati possono diventare un luogo interessante per api, farfalle e molti altri insetti. E, con il passare degli anni, l’aiuola cambierà, le piante cresceranno, alcune si espanderanno, altre moriranno e verranno sostituite. Arriveranno nuovi insetti e nuove specie spontanee.
È proprio questa trasformazione a rendere interessante un giardino naturale. Non un giardino immobile da mantenere sempre uguale, ma un piccolo pezzo di natura che possiamo osservare, accompagnare e condividere.
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