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Il giardino con le piante in vaso: una guida completa

In questo articolo parleremo degli aspetti principali da tenere in considerazione quando si ha a disposizione uno spazio pavimentato o un balcone, e quindi il giardino sarà con piante in vaso. Alcune informazioni vengono prese poco in considerazione, qundi partiremo proprio dalle basi, con 6 suggerimenti per i principali aspetti della coltivazione in vaso.

1 – Scegliere i vasi

La dimensione del vaso influisce moltissimo sulla riuscita della coltivazione, e spesso si vedono vasi minuscoli con piante che avrebbero bisogno di più terra. Non trascurate questo aspetto, e considerate le caratteristiche specifiche della pianta per fornirle ciò di cui ha bisogno nel lungo periodo.

In vaso è possibile coltivare tutto, dalla piccola primula all’albero, la cosa importante è scegliere un vaso di dimensioni proporzionate alla crescita che vogliamo ottenere. In generale è bene scegliere vasi dai 30 cm in su.

Vasi più profondi permettono una maggiore espansione delle radici e il mantenimento dell’umidità più a lungo. I vasi meno profondi sono invece adatti alle piccole piante che non temono la siccità.

Per ottenere un effetto gradevole, scegliamo vasi di dimensioni e altezze diverse. I vasi più alti andranno sul retro, quelli più bassi, invece, davanti. In questo modo ogni pianta sarà visibile ai nostri occhi.

Per ottenere lo stesso effetto con vasi della stessa altezza possiamo utilizzare dei supporti, come mattoni, pietre, vasi rovesciati, cassette. Esistono anche espositori di metallo adatti a questo scopo.

2 – Scegliere i materiali

Senza demonizzare alcuna scelta, vediamo i pro e i contro dei materiali più diffusi, per trovare quello più adatto alla nostra situazione.

Plastica: scegliamo la plastica riciclata e riciclabile, per abbassare il nostro impatto ambientale. E’ un materiale leggero, adatto ai balconi che non possono reggere molto peso. E’ meno traspirante di altri materiali, permette di trattenere l’umidità più a lungo.

Terracotta: è un materiale ecologico, è molto traspirante e richiede più irrigazione. E’ meno resistente agli urti e al gelo, rispetto alla plastica. Dona un aspetto più naturale a giardini e balconi. E’ molto pesante. La terracotta smaltata ha il vantaggio di essere meno traspirante, e di permetterci di giocare con forme e colori.

Legno: è molto ecologico e si può trovare anche di recupero, ma bisogna calcolare bene il drenaggio. L’umidità e il tempo possono deformarlo e usurarlo. Sicuramente crea un ambiente dall’aspetto naturale.

Metallo zincato: è un materiale più costoso, a meno che non si trovi di seconda mano ai mercatini. Dà molta personalità a giardini e balconi, e si abbina bene agli altri materiali naturali. Bisogna praticare fori di drenaggio.

3 – Scegliere le piante adatte

Le piante e le persone sono simili, nel senso che sono tutte diverse, e quello che funziona per una non va bene per l’altra. Sono vive, e richiedono ascolto, proprio come noi.

Tutte le piante possono essere coltivate in vaso, come potete vedere in viaio, dove tutto è in contenitori, bisogna però tenere conto di alcune necessità:

Esposizione: ogni pianta ne richiede una specifica, ed è più o meno adattabile alle altre. Parliamo di sole, ombra, mezz’ombra. Se il giardino riceve almeno 6 ore di sole diretto possiamo parlare di pieno sole.

Fabbisogno idrico: ogni pianta ha il suo. Per le piante con maggiori richieste, sarà preferibile scegliere vasi più capienti, in cui la riserva di acqua si esaurisca in un tempo più lungo, riducendo il periodo di stress tra un’irrigazione e l’altra.

Abbinamenti: in vasi e vasche in cui piantare più piante, è buona regola scegliere quelle che hanno le stesse esigenze. Per creare un ambiente armonioso in genere si scelgono 4 o 5 piante ripetute, ma ogni regola è fatta per essere infranta, e non meno interessanti sono le collezioni botaniche.

4 – Scegliere i colori

La scelta dei colori è una parte divertente e creativa del giardinaggio, ed è anche fondamentale per creare un ambiente armonioso, anche in uno spazio molto piccolo. Per non affidarci al caso possiamo scegliere una palette di 3 o 4 tonalità che ci piace vedere accostate. Si possono utilizzare diverse tonalità dello stesso colore (ad esempio viola diversi), o giocare coi colori complementari (viola e arancio, rosa e azzurro,…), scegliere colori caldi, o freddi, oppure mescolarli. I colori possono essere molto saturi, o possiamo preferire le tonalità pastello,…anche in questo caso le regole sono fatte per essere infrante e dar sfogo alla propria creatività.

5 – Piante per tutto l’anno

Soprattutto se non disponiamo di tanto spazio, è importante inserire punti di interesse che coprano tutto l’anno. Per prima cosa possiamo dare struttura all’insieme, inserendo dei sempreverdi o piante che siano interessanti anche durante il riposo vegetativo, quando la parte aerea è secca. A fine inverno invece possiamo ammirare la fioritura di tante bulbose a fioritura precoce. Alcune si naturalizzano e rifioriscono ogni anno. Andranno poi divise ogni 2 o 3 anni. Dalla primavera all’estate inoltrata è il momento d’oro delle erbacee perenni, scegliamone diverse per coprire tutto il periodo. Anche le piante annuali possono donarci fioriture dalla primavera fino al primo gelo. In autunno un elemento di grande interesse è sicuramente il foliage, vale la pena inserire piante che permettano di ammirare le sue calde tonalità. Le dalie, inoltre, sono le regine di questa stagione.

6 – La coltivazione

Ci sono azioni che possono fare la differenza per il nostro giardino di piante in vaso. Innanzitutto occorre scegliere un ottimo terriccio, che non favorisca i marciumi radicali, e non faccia la crosta in superficie. Sul fondo è buona pratica aggiungere materiale drenante (argilla, ghiaia, cocci,…). Una pacciamatura è una buona idea, per limitare l’evaporazione e proteggere dai semi volanti o dalle irrigazioni forti. Infine ricordiamoci di annaffiare anche in inverno, soprattutto se non piove o se i nostri vasi sono al riparo. Possiamo riempire i sottovasi di argilla o ghiaia per evitare i ristagni.

Per ultima cosa, la lezione più importante: ogni errore è una lezione da imparare, senza scoraggiarsi, ma armandosi di una sana curiosità!

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